venerdì 8 giugno 2012

"Odradek" la moto di Kafka!

Poter annoverare tra il popolo dei motociclisti un genio indiscusso della letteratura come Franz Kafka è un privilegio ed un orgoglio non da poco!
Infatti lo scrittore "cecoslovacco" è stato un assiduo motociclista. Ma questo non deve trarci in inganno. Infatti il motociclismo non deve essere inteso solo come forma di evasione che pervade Kafka, ma come forma di ispirazione e di esorcismo di quello che il nostro genio è stato.
Pensate a Franz Kafka che in una lettera a Max Brod scrive "vado molto in motocicletta". Siamo nel 1907 e il nostro protagonista ha 24 anni. Nell'Impero Austrungarico si stimano 5387 motociclette. Da una condizione abbastanza comune il nostro scrittore trae ispirazione per un racconto intitolato "Un incrocio" e datato 1917. In questo racconto Kafka inventa un animale che è per metà agnello e per l'altra metà gatto. Osservando con attenzione il mezzo usato dal "ceco" possiamo dire che si tratta di una "grossa biciclettona" con installato un motore a scoppio e una primordiale trasmissione a cinghia tipica di quell'epoca. La moto è una Laurin & Klement del 1903 costruita a Jungbunzlau (Mladà Boleslav in boemo e Bumsla in ebraico e latino). Il modello si chiama "Odradek", un nome che avrà una valenza centrale in tutta la vicenda. Franz Kafka è uno scrittore della fu Cecoslovacchia, di religione e "razza" ebrea che lo pone ad interrogarsi sul suo essere "ebreo" in modo arcaico e allo stesso tempo occidentale. L'Odradek è una moto, un mezzo che una volta avviato si muove. Per un animale come per un bambino o per un uomo primitivo, ciò che si muove è "vivo". Nello scrittore erano presenti due realtà che non gli appartenevano, ma con la quali doveva fare i conti. Quindi la moto Odradek è l'animale che prima è agnello, ma col passare del tempo è sempre più gatto. Un incrocio che ci fa riflettere sul conflitto che l'ebraismo arcaico di Kafka ha con il suo essere allo stesso tempo occidentale e tendenzialmente germanico.


Molto probabilmente, Kafka andava in moto come molti a quell'epoca e come molti andava a donne e a giocare a tennis, ma il punto cruciale di tutta questa storia e sul quale vale la pena soffermarsi è il fatto che uno scrittore geniale come lui si sia trovato a raccontare quello che per natura aveva segnato la sua esistenza tramite un oggetto come una moto che a sua volta e per sua natura è ancora un ibrido di quello che "sarà" poi in futuro. C'è una forte abiguità nell'oggetto (la moto) di Kafka. La moto è uno dei simboli del novecento e Kafka è a detta dei più bravi critici e scrittori il migliore del secolo appena trascorso. Se per tutti noi appassionati, la moto e andare in moto è la proiezione di noi stessi, allora è obbligatorio riconoscere che qualcuno con un'insospettabile vena letteraria è arrivato prima di noi! Grazie Kafka!

Per saperne di più :Odradek che racconta un aneddoto chiave e interessante.



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